AI Act

Utilizzo dell’AI nella Pubblica Amministrazione

L’Italia e la nuova normativa sull’Intelligenza Artificiale


Negli ultimi mesi l’Italia ha segnato un traguardo importante nel percorso di regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale (AI), con l’approvazione alla Camera del disegno di legge promosso dal Governo che introduce nuove disposizioni e deleghe in materia. Questa legge nazionale si affianca al Regolamento europeo AI Act 2024, con l’obiettivo di creare un modello di governance specifico per il nostro Paese, capace di ridurre i rischi e valorizzare le opportunità dell’AI.

Il testo, articolato in 28 articoli, affronta vari aspetti: dai principi generali agli ambiti applicativi, dalla strategia nazionale fino alle norme di carattere penale. Particolare attenzione viene riservata al mondo del lavoro, dove l’utilizzo dell’AI dovrà sempre tutelare la dignità delle persone e garantire trasparenza. Le autorità responsabili dell’attuazione della legge sono l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

Le scadenze dell’AI Act e cosa cambia per le scuole


Nonostante la normativa riguardi settori strategici come sanità, lavoro, giustizia e pubblica amministrazione, resta un vuoto rilevante per il comparto scolastico. Le scuole, infatti, sono citate soltanto in maniera generica tra le amministrazioni pubbliche interessate (art. 1), senza che siano previste disposizioni mirate al sistema educativo. L’art. 5 si limita a richiamare la promozione dell’AI “in tutte le catene del valore e le funzioni organizzative”, senza tenere conto delle peculiarità della scuola e del rapporto diretto con studenti minorenni.

Di conseguenza, gli istituti scolastici dovranno rifarsi alle regole generali pensate per la Pubblica Amministrazione. In particolare:

  • l’art. 14 stabilisce che l’uso dell’AI nella PA debba rispettare trasparenza, proporzionalità e supervisione umana, lasciando alle persone le decisioni finali;
  • l’art. 4 prevede che per l’uso dei dati degli studenti sotto i 14 anni sia richiesto il consenso dei genitori o tutori, mentre dai 14 anni in su possono esprimere direttamente il proprio consenso, purché le informazioni siano chiare e accessibili.

Gli obiettivi della normativa sono molteplici:

  • Tutelare la sicurezza dei minori.
  • Garantire trasparenza sulle soluzioni di intelligenza artificiale scuola.
  • Favorire l’adozione di sistemi intelligenti solo se conformi al quadro normativo europeo.

Il nuovo regolamento rappresenta la risposta a diversi interrogativi emersi negli ultimi anni rispetto all’appropriato utilizzo di strumenti IA in ambito educativo. Il rischio di affidarli a fornitori non certificati o di adottare pratiche non conformi avrebbe potuto compromettere la privacy e la sicurezza dei dati degli studenti, oltre a incidere negativamente sulla didattica. Per questo, la normativa prevede che ogni scuola si doti di processi chiari di verifica e controllo.

Verifica dei fornitori: il primo adempimento


Uno degli aspetti più rilevanti dell’AI Act riguarda la verifica fornitori software. Le istituzioni scolastiche sono tenute a:

  • Mappare tutti i fornitori di software IA utilizzati internamente.
  • Richiedere specifiche dichiarazioni di conformità al regolamento europeo.
  • Escludere quei fornitori che non rispondano ai requisiti di sicurezza e trasparenza.

Le scuole devono dunque instaurare un dialogo strutturato con i fornitori, sollecitando documentazione aggiornata e certificazioni che attestino la rispondenza dei software adottati ai nuovi standard comunitari. La geografia delle soluzioni IA per le scuole è ampia: dal gestionale amministrativo, ai Learning Management System (LMS), fino alle piattaforme di verifica e valutazione automatica. L’analisi deve essere puntuale e basarsi su indicatori affidabili, in grado di rassicurare sia il personale docente sia le famiglie.

Ecco alcune buone pratiche per la verifica dei fornitori:

  • Redazione di un elenco dettagliato di tutti i software IA già in uso.
  • Invio di richieste formali di attestazione di conformità.
  • Valutazione delle garanzie offerte su sicurezza dati e trasparenza algoritmica.
  • Predisposizione di un piano di sostituzione in caso di fornitori non conformi.

Queste attività risultano fondamentali per la tutela della scuola e per assicurare agli studenti un ambiente digitale sicuro e affidabile.

L’obbligo di richiedere ed archiviare dichiarazioni di conformità Regolamento UE 2024/1689 rappresenta una novità significativa. Tali dichiarazioni devono attestare, in modo trasparente e documentato, che la soluzione IA utilizzata rispetta integralmente tutti i principi fissati dal regolamento europeo, compresi quelli relativi alla tutela della privacy, alla sicurezza informatica, alla protezione dei dati personali dei minori e alla trasparenza sui processi decisionali automatizzati.

Una procedura standardizzata potrebbe includere:

  1. Ricezione della dichiarazione firmata dal fornitore.
  2. Verifica della completezza della documentazione (manuali, relazioni tecniche, schede di sicurezza).
  3. Archiviazione delle dichiarazioni in un apposito registro interno o fascicolo elettronico.
  4. Monitoraggio dell’eventuale aggiornamento delle certificazioni.

Ogni istituzione è libera di predisporre modelli specifici di dichiarazione, purché siano rispettati i criteri individuati dal regolamento europeo. La raccolta e la gestione di tali documenti dovranno essere affidate a figure istituzionali interne, preferibilmente sotto la responsabilità del dirigente scolastico o dell’AI Compliance Manager.

L’importanza della documentazione interna


L’aggiornamento documentale che le scuole sono chiamate a realizzare non può ridursi a un mero deposito di dichiarazioni formali. Occorre invece introdurre uno o più documenti che rendano esplicita:

  • La mappatura dettagliata delle soluzioni IA in uso.
  • Le modalità di utilizzo da parte di docenti, personale e studenti.
  • I parametri di sicurezza osservati.
  • Le procedure di segnalazione di eventuali criticità o anomalie.
  • L’aggiornamento della documentazione GDPR: informative, lettere di nomina, registro dei trattamenti.

Il nostro consiglio è quello di organizzare un vero e proprio fascicolo elettronico di compliance IA, in cui siano specificati e archiviati tutte le procedure per il monitoraggio dei software e tutti i documenti ricevuti o prodotti.

Un’attenta gestione della documentazione interna diventa anche fondamentale in caso di audit esterni, ispezioni ministeriali o richieste di chiarimenti da parte delle famiglie. Essa costituisce un vero e proprio “scudo giuridico” che dimostra l’impegno e la diligenza dell’istituto scolastico.

AI e scuola: un cambiamento culturale necessario


L’introduzione dell’AI nella PA – e quindi anche nella scuola – implica un profondo cambiamento organizzativo e culturale. L’AI promette servizi più efficienti, personalizzati e capaci di supportare le decisioni, ma la sua applicazione concreta incontra barriere di tipo tecnico, normativo e soprattutto culturale.

Le caratteristiche principali che l’AI porta con sé sono:

  • automazione: esecuzione di attività ripetitive, liberando tempo per compiti più strategici;
  • personalizzazione: adattamento di contenuti e servizi alle esigenze dei singoli;
  • efficienza: ottimizzazione dei processi con conseguente riduzione dei costi;
  • innovazione: possibilità di introdurre soluzioni e scoperte inedite.

Opportunità per la segreteria scolastica


La segreteria rappresenta il fulcro della gestione amministrativa e contabile della scuola, un ambito caratterizzato da procedure complesse, grande mole di dati e vincoli normativi. In questo contesto, l’AI può agire come un assistente intelligente, alleggerendo il carico burocratico, migliorando l’accuratezza e favorendo la conformità.

Gli ambiti applicativi sono numerosi:

  • Gestione delle comunicazioni: smistamento automatico delle email con NLP, estrazione dati da allegati con OCR, protocollazione intelligente dei documenti, monitoraggio delle scadenze e invio di notifiche.
  • Document management: archiviazione automatica, estrazione di informazioni, automazione dei flussi di approvazione, traduzione dei documenti in più lingue, sintesi di verbali e report.
  • Gestione del personale: creazione di orari e turni ottimizzati, supporto alla selezione tramite screening automatico dei curricula, automazione delle procedure di onboarding.
  • Conformità normativa: assistenti virtuali per rispondere a quesiti normativi, monitoraggio di aggiornamenti legislativi, strumenti per la gestione della privacy e dei dati sensibili (GDPR).
  • Attività negoziale e contabile: analisi preliminare delle offerte, monitoraggio delle scadenze contrattuali, controllo della spesa e generazione di report, automatizzazione delle verifiche su fatture e ordini.
  • Progressioni di carriera: gestione delle procedure di riallineamento e dei promemoria legati alle scadenze, con calendari e avvisi personalizzati.

I limiti dell’AI e il ruolo insostituibile dell’uomo


Per quanto avanzata, l’AI non è priva di limiti: non interpreta sfumature emotive, ironia o contesti culturali complessi, né può sostituire empatia e intuito. Inoltre, la qualità dei risultati dipende dai dati con cui è addestrata: dati scorretti o incompleti possono produrre errori o discriminazioni.

Come qualsiasi software, i sistemi AI possono essere soggetti a bug, malfunzionamenti o attacchi informatici. Per questo motivo è indispensabile che le decisioni finali restino in capo a professionisti qualificati, con l’AI come semplice strumento di supporto.

Formazione del personale: condizione imprescindibile


Il vero fattore critico di successo è la preparazione del personale. La transizione verso sistemi basati su AI può generare timori e resistenze, accentuate dalle disuguaglianze nelle competenze digitali del personale amministrativo.

Occorre quindi investire in formazione continua, personalizzata e pratica, capace di sviluppare non solo abilità tecniche, ma anche competenze analitiche e critiche per interpretare i dati e supervisionare i processi automatizzati. DS e DSGA dovranno assumere sempre più un ruolo di supervisori strategici, chiamati a controllare, analizzare e prendere decisioni, piuttosto che eseguire procedure operative.

Il personale docente e amministrativo dovrà acquisire le competenze necessarie per gestire in modo consapevole e sicuro le tecnologie IA. Questa disposizione si traduce nella realizzazione di corsi mirati su:

  • Principi etici dell’intelligenza artificiale a scuola.
  • Norme operative su privacy, sicurezza e gestione dati.
  • Identificazione e segnalazione di anomalie nei processi automatizzati.
  • Strategie per integrare l’IA nella didattica senza rischi.

Il dato emerge chiaramente anche dalla normativa: la compliance non riguarda solamente l’aspetto tecnico o documentale, ma include una dimensione di crescita professionale e culturale per tutto il personale scolastico.

Prospettive e raccomandazioni


Per sfruttare al meglio il potenziale dell’AI nella scuola, servono alcune azioni chiave:

  • una strategia nazionale coordinata, con linee guida chiare ma adattabili alle singole realtà;
  • investimenti in infrastrutture e piattaforme AI dedicate al settore scolastico, sicure e di facile utilizzo;
  • percorsi di formazione certificata per DS, DSGA e personale di segreteria;
  • sperimentazioni graduali attraverso progetti pilota;
  • un quadro etico e normativo dettagliato che garantisca trasparenza, responsabilità e tutela dei dati;
  • la creazione di reti di scuole che condividano esperienze e buone pratiche.

Conclusioni


L’Intelligenza Artificiale può rappresentare una straordinaria opportunità per alleggerire la burocrazia scolastica, semplificare i processi e rendere la gestione più efficiente e trasparente. Tuttavia, il vero valore non risiede soltanto nella tecnologia, ma nella capacità delle persone di guidarne l’introduzione con responsabilità, consapevolezza ed etica.

L’AI è un mezzo potente: saranno competenza, dedizione e supervisione del personale scolastico a trasformarne il potenziale in benefici concreti per tutta la comunità educativa.

Pubblicato in AgID, AI.